Sapevi che la gogna era prevista come pena accessoria dal codice penale del Regno di Napoli e che, per questo, poco dopo la restaurazione borbonica, Ferdinando I decise di precisare i casi in cui dovesse essere applicata. Così accadde, in effetti, nel settembre 1815, con la firma a Portici di un apposito decreto. Il primo sovrano del Regno delle Due Sicilie stabilì che la suddetta pena fosse riservata ai condannati ai lavori forzati, sia a vita che a tempo, per i reati di furto, di falso e di falsa testimonianza. La pena della gogna non era applicabile contro le donne.
ARGOMENTI CORRELATI
- Cancellare la memoria di duelli e duellanti (1838);
- Sulla forca o con fucilata alle spalle (1842).
QUESTO BLOG PROPONE I REGESTI DI ATTI PUBBLICATI SULLA "COLLEZIONE DELLE LEGGI E DECRETI REALI DEL REGNO DELLE DUE SICILIE" TRA IL 1815 E IL 1860. ALCUNI FRA GLI ATTI PRINCIPALI SARANNO RIPORTATI, INTEGRALMENTE, ALL'INTERNO DI APPOSITE BLOG-APPENDICI DOCUMENTARIE.
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martedì 2 febbraio 2010
Mettere alla gogna (1815)
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mercoledì 27 gennaio 2010
Indulto ai condannati (1860)
Sapevi che uno degli ultimi atti di Francesco II, prima dell'entrata a Napoli di Garibaldi, fu la promulgazione di un provvedimento d'indulto. L'ultimo sovrano delle Due Sicilie appose il proprio sigillo, in effetti, nel settembre 1860, su un decreto di "clemenza" verso tutti i condannati. In particolare, l'Augusto Genitore (così recita testualmente il decreto) determinò di ridurre la pena sia per gli ergastolani (trasformandola a 20 anni di lavori forzati) sia per i condannati ai lavori forzati, per i reclusi e per i relegati (riducendola di un terzo), nonché di condonare a tutti le pene correzionali e di polizia già stabilite. L'indulto seguiva un'amnistia accordata, per tutti i reati politici fino a quel momento commessi, attraverso la promulgazione dell'Atto sovrano del 25 giugno 1860 che concedeva gli ordini costituzionali e rappresentativi del Regno. La stessa fu ulteriormente sanzionata con il successivo decreto del 30 giugno. Il quale, abolendo l'azione penale per tutti gli imputati di reati politici e per quelli che per lo stesso reato fossero già stati condannati, aveva lo scopo d'impedire l'applicazione di alcuni disposti del codice di procedura penale e, quindi, di conferire la massima estensione possibile al provvedimento.
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lunedì 25 gennaio 2010
Sulla forca o con fucilata alle spalle (1842)
Sapevi che Ferdinando II, al fine di precisare le disposizioni per l'esecuzione della pena di morte di un militare resosi colpevole di atti di insubordinazione tali d'aver privato della vita il proprio superiore (e in tal caso definito infame), decise che, ove non si fosse potuto utilizzare il laccio sulla forca, il condannato avrebbe dovuto essere "fucilato alle spalle". Così in effetti stabilì con un decreto del gennaio 1842, che si componeva di 4 articoli. Prevista dal codice penale militare del Regno delle Due Sicilie, la pena doveva essere eseguita, con il laccio alla forca (art. 1) o nell'alternativa segnalata sopra (art. 4), entro 24 ore dalla pronuncia della condanna, termine entro il quale il reo doveva essere condotto sul luogo dell'esecuzione, degradato e consegnato al boia (art. 2).
ARGOMENTI CORRELATI
- Mettere alla gogna (1815);
- Sterminare i briganti (1816);
- Cancellare la memoria di duelli e duellanti (1838).
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- Mettere alla gogna (1815);
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- Cancellare la memoria di duelli e duellanti (1838).
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