QUESTO BLOG PROPONE I REGESTI DI ATTI PUBBLICATI SULLA "COLLEZIONE DELLE LEGGI E DECRETI REALI DEL REGNO DELLE DUE SICILIE" TRA IL 1815 E IL 1860. ALCUNI FRA GLI ATTI PRINCIPALI SARANNO RIPORTATI, INTEGRALMENTE, ALL'INTERNO DI APPOSITE BLOG-APPENDICI DOCUMENTARIE.

lunedì 1 marzo 2010

Pesca all'alalunga (1835-1852)

Sapevi che la legislazione sulla pesca del Regno delle Due Sicilie si è interessata anche dell'alalunga. Così accadde, in effetti, sotto Ferdinando II. Che si occupò della predetta specie di tonno in due occasioni. La prima volta nel maggio 1835, nell'ambito di un decreto teso a disciplinare divieti e contravvenzioni in materia di pesca nei domini oltre il Faro. Con il quale, oltre a proibire l'utilizzazione delle paranze e paranzelle napoletane, della ravistanella come della tratticella ad orse serrate, delle sciabiche come degli sciabiconi (ma solo dalla metà di aprile alla metà di luglio), nonché l'uso di esche avvelenate (con tasso o ferrazzuolo, titimolo o camarrone, noce vomica, fungo di levante, pomo terragno o pan terreno o pan porcino), intese porre il divieto di pesca con le alalungare, lunghe reti mobili per catturare - appunto - le alalunghe, tra il primo aprile e la fine di settembre di ogni anno. Periodo nel quale era anche vietato semplicemente traportarle, per mezzo di imbarcazioni, da un luogo all'altro. Unica eccezione era prevista per gli abitanti di Ustica. Che potevano utilizzare le alalungare tutto l'anno, sia pure soltanto nel mare che bagna la circonferenza di quell'isola e non oltre tre miglia dalla costa. Tale divieto fu revocato, per la sola Sicilia, nel maggio 1852. Allorché il medesimo sovrano, volendo abrogare norme che, come nel caso specifico, nuocevano ad una classe numerosa di persone che per lo innanti viveva prestando la sua opera in quell'industria, con apposito decreto dichiarò libera la pesca delle alalunghe con gli ordegni detti alalungare.

ARGOMENTI CORRELATI
- Liberalizzare la pesca al corallo (1856).
- Muli fiscali (1859).

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